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venerdì 13 febbraio 2009

M'illumino di meno!



Avrei dovuto scriverlo prima questo post ed ora mi pare tardi. ma tardi è meglio di tardissimo.

Il titolo: M'illumino di meno. Istruzioni per l'uso: semplice, semplicissimo come un "click" di un interruttore spento! L'iniziativa promossa da Caterpillar, programma di Radiodue, è volta a sensibilizzare le persone ad impegnarsi in nome del risparmio energetico.

Quando? Oggi.

A che ora? a partire dalle 18 (ora italiana) siamo tutti invitati a spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili per favorire il calore e il romanticismo di una candela (visto che domani è anche San Valenticchio chi se lo può permettere può iniziare i festeggiamenti da oggi!).

Dove: In-Ogni-Dove. Anche qui in Libano! A questo proposito vorrei segnalare infatti l'iniziativa di COSV, un'ONG milanese che opera in partner con Dpna, la quale ha coinvolto nella proposta la società elettrica libanese con questo risultato: alle 19 locali le luci di alcune vie della città di Saida nonché Sidone saranno spente, verranno accese candele e distribuiti volantini con il "decalogo" della campagna.

E, quanto c'è bisogno di una giornata come questa qui, in Libano, dove il mistero dell'elettricità alternata ai generatori mi risulta ancora come un nodo gordiano.

Il bianconiglio mi ripeterebbe, noioso, è tardi è tardi, ma chissà che non possa ritrovarvi stasera in casa a leggere un libro a lume di candela o a fare una bella chiacchierata in famiglia con tanto di antipasto, primo, secondo, contorno, caffè, ammazza caffè ecc...non tutte le energie vanno risparmiate oggi!!! (i piatti, però, poi vanno lavati a mano e con pochissima acqua perché intanto, come diceva un vecchio marinaio, un po' di unto sulle pentole dà sapore).

Un abbraccio a tutti!

martedì 10 febbraio 2009

Laith profeta della pioggia!

Qualche giorno fa mi sveglio e mi affaccio alla finestra, sole immenso e caldo piacevole.
Mi lavo, vesto, semi colazione e parto per l'ufficio di volontariato Caritas di Amman. Che caldo porca l'oca, assurdo, scirocco che ulula per le strade.
Appena entro in ufficio, Laith, uno dei ragazzi più candidi che io abbia mai conosciuto mi accoglie con sorriso mentre miscela caffè solubile in un mega tazzone.
Marhaban Bene, come stai oggi? Lo sai che tra poco nevicherà? Lo guardo un pò sorpresa, lancio un'occhiata fuori, sole che splende, mille gradi....lo rigurdo perplessa, forse non ho capito, parla pur sempre in arabo, per quanto vuoi ci sta che mi son sbagliata. Laith sei sicuro, cos'hai detto? Che nevica oggi?? Esatto, ho visto le previsioni, oggi nevica, e domani e dopodomani piove a bestia (cfr Romano).
Hahahahah, ma che stai a dì???? (cfr Romanissimo). Non è possibile Laith. La neve scende a 0°, e con cielo neeeero. Hai visto che oggi saranno 23° e c'è il sole....hahahahah, ah Laithh!!!
.... il giorno seguente, cioè ieri, il vento freddo ha incominciato a soffiiiiiaaaaaaaaare, sofffffffffiaaaaaaaare, finchè uscendo da un negozio di cibo mi son ritrovata con la giacca cosparsa di cosine bianche, ma chè davvvvero??? Mezza neve e pioggia ci accompagnano da ieri in quel di Amman. Il profeta aveva ragione, si è solo sbagliato di 24h, ma la predizione era esatta.
Necessitavamo di acqua da queste parti, incominciava veramente ad essere una questione seria. La Giordana non è ricca di riserve idriche, le pioggie invernali sono una mano santa, e quest'anno prorio non volevano concedersi. Siamo tutti felici, ascoltiamo la potenza della pioggia che scende. Il suolo si idrata e con quello anche noi.

giovedì 29 gennaio 2009

La semplice gioia dell’elettricità




Ecco: questo è il nostro quartiere, o meglio è la vista che si gode dal piccolo balcone di casa nostra;

un quartiere semplice Kahawa West, ma senza dubbio ricco di vita e di semplici emozioni, come quella che sto per raccontarvi ora.

Immaginatemi seduta per terra su quel balcone mentre mi rilasso dopo un’intensa giornata di lavoro in comunità, con una piccola candela a fianco; l’elettricità manca in tutto il quartiere già dal giorno precedente... sono le sette passate e tutto e' immerso in quella strana penombra che segue per pochi minuti il tramonto. Immaginatemi mentre guardo la stessa immagine della foto ma togliete tutte le luci delle case e delle vie. Insomma la foto non rende molto ma voi provateci..

Ecco, immaginate anche un’atmosfera stranamente silenziosa.

E poi…

Una specie di piccolo miracolo: all’improvviso, chissà da dove e perché, l’elettricità è tornata!

In pochi secondi mille luci si sono accese nelle case, per le strade, nei negozi… una canzone reggae ha cominciato a risuonare forte in tutto il quartiere…

E un urlo di gioia si è alzato da tutta la gente di Kahawa.

Donne e bambini sono sbucati fuori sui balconi e hanno riso insieme.

Tutto questo è durato pochi secondi ma è stato come se il quartiere si fosse improvvisamente risvegliato da una sorta di “buia sonnolenza”.

Non so bene come spiegare… ma immaginate che per quei pochi secondi l’aria si è riempita di gioia, di un’ adrenalina collettiva che mi ha davvero riempito il cuore.

Un’improvvisa ventata di felicità e calore, come spesso capita qua a Kahawa, ma che raramente mi è capitato di incontrare fuori da questo spicchio di Africa...

Ecco, io che non scrivo mai nulla, volevo proprio condividere con voi questo piccolo momento di gioia quotidiana a Nairobi…

ora speriamo che prima o poi ritorni anche l’acqua corrente!

lunedì 8 dicembre 2008

korogocho

Korogocho, è una parola Kikuyu che significa caos, confusione. Questo slum si trova alle porte della discarica di Nairobi, lontano dal centro, lontano dai quartieri ricchi, lontano dagli occhi. Passeggiando tra i vicoli di questo quartiere senti l'odore, la puzza dell'immensa distesa di rifiuti..è un odore a volte insopportabile. In mezzo a questa baraccopoli scorre anche un fiume. Acqua nera. Sembra che scorra catrame, pece. Spazzatura e immondizia in ogni angolo. Con l'arrivo dell'estate e il grande caldo, qua e là si intravedono alcuni fuochi accendersi, per autocombustione. Quello che brucia è diossina pura, basta pensare che qui arrivano anche gli scarichi dei tre aeroporti di Nairobi. Qui arrivano due milioni di tonnellate di rifiuti al giorno. È una discarica da primo mondo: televisioni, monitor, rifiuti altamente tossici. E in mezzo a tutto ciò bambini, uomini, donne, che raccolgono i rifiuti, raccolgono tutto ciò che è rivendibile. Ai lati delle strade puoi vedere posate, piatti, scarpe, televisioni, libri. Di tutto. Qui è tutto riutilizzabile: i fogli di giornale per avvolgere i chapati, un telefono da mettere in casa per fare bella figura con chi ti viene a trovare, anche se non funziona. Di tutto quello che viene venduto, parte del ricavato lo prende il boss di turno. Già perché in discarica regna l'eco-mafia: ogni ragazzino, ogni persona, può prendere i rifiuti di una zona, non di un'altra; può raccogliere solo certi tipi di rifiuti, non altri. I privilegiati sono quelli che possono rovistare tra la spazzatura che arriva da Karen, o da Langata, i quartieri dei ricchi e della maggior parte degli occidentali. È una mafia malsana, come l'ambiente in cui queste persone lavorano, che guadagna sul consumismo della grande città.

Nel 2004, p. Daniele e p. Paolo, due missionari comboniani, hanno manifestato contro la discarica, ma sono stati colpiti a sassate da alcuni bambini per disperdere la manifestazione: i bambini erano stati assoldati dai boss dell'eco-mafia per far sgomberare le persone. A questi bambini era stata data la ricompensa di poter cercare rifiuti dove volevano, senza rispettare le regole.

Sopra la discarica si vedono volare alti nel cielo per poi posarsi uccellacci neri, con un'apertura alare di 3 metri, inquietanti, orribili: molte volte quando scendono in picchiata a prendere il cibo colpiscono anche i bambini, uccidendoli con il loro enorme becco.

Korogocho è già una discarica di per sé: sulle bancarelle dei mercati vedi i resti dei grandi ristoranti, dei grandi hotel; vedi infatti solo teste e zampe di gallina e di capra, perché il resto del corpo lo hanno già cucinato; vedi friggere in grosse padelle solo la testa, la coda e la lisca dei pesci, vedi friggere e mangiare gli scarti. Così gli albergatori guadagnano due volte. Addirittura dagli alberghi arriva anche la droga, che poi i ragazzi ne fanno largo uso: i turisti acquistano droga a bassissimo prezzo, ma ne comprano talmente tanta che poi rimane nelle stanze degli alberghi; così, dopo aver attraversato tutta la città, arriva a Korogocho.

I progetti per bonificare la discarica ci sono: punti di raccolta in tutta la città, per poter raccogliere rifiuti riciclabili, e quello che non è riciclabile in grandi vasche di contenimento fuori da Nairobi, bonificare il terreno, sempre che la terra non si ribelli.

Nonostante questo abbiamo passato una giornata indimenticabile a Korogocho, in compagnia di p. Paolo, e altri due volontari, chiacchierando, cercando di capire, visitando i progetti che danno speranza a questi bambini, ragazzi, già rovinati dall'uso della colla, delle droghe. Per dare speranza alle donne, sole, o altre volte picchiate da mariti ubriachi. Da circa 20 anni i comboniani lavorano in questa discarica, in questa “confusione”, prima con p. Alex Zanotelli, poi con p. Daniele ed ora con p. Paolo. Un lavoro lento e costante, al fianco dei miseri, dei più deboli, dei più poveri. I risultati si vedono, molti ragazzi iniziano a uscire dai giri della colla e dell'eco-mafia, si intravede la vita che esplode da questi sorrisi, da questi volti, è la vita che esplode...