Che ci faccio io qui? Domanda che a volte arriva come un pugno alla testa. A dire il vero un paio di cose intellettuali, con cui non vi tedierò – ora no! – e poi c’è Vinto.
Martedì e giovedì pome, ore 17 circa, scappo traballando tra le mie valigie – computer, libri, pranzo al sacco come all’asilo – e salgo sul mio primo scassato bus. Circa 40 minuti su una strada diroccata, tutta dritta a parte le rotonde, e trafficatissima. Il mio viaggio si ferma a Quillacollo, romanticamente nota come l’antitesi/complemento a Tiwanaku, casa del sole, per la cultura andina è dove la luna riposa. Nulla di romantico in questa caotica piazza stile mercato in cui sbarco.
Mi intrufolo tra mille bus e persone e salgo su un camioncino di quelli tipo “il mezzo di trasporto adatto per il tuo lavoro!”, solo con i finestrini, muchas veces inchiudibili. Passa aria manco fossero una retina. In totale un’ora per arrivare da quella piccola banda di giovani che mi è stata regalata. Sette: Juan Carlos, Celedonio, Victor, Gerardo, Gregorio, Limber, Teófanes. Tutti ragazzi, tra i 15 e i 20 anni.
Tre mesi fa ho iniziato con la migliore vena efficientista. Sono qui a fare matematica e inglese, ecco. E facciamo, caschi il mondo, matematica e inglese. Però mancava sempre qualcosa. Alla fine, mi dicevo, tu non sai nulla di questi ragazzi, potrebbero essere chiunque, e loro di te. Così tra qualche cazzotto – metaforico, tranquilli! – qualche distenzione e l’insostituibile condivisione di qualche chicco di grano tostato o cioccolata, mi sembra di imparare qualcosa. A volte dolci, a volte conflittuali. Curiosi e a tratti sfuggenti, mi stanno insegnando che una vena di tenerezza e disponibilità a farsi trasformare, ricompensano. Umanamente con dei sorrisi, dei grazie, qualche storia sulla loro vita e mille domande sulla mia. E, ne sono certa, così loro impareranno meglio anche l’inglese!
venerdì 24 aprile 2009
Non aver paura, apriti agli altri, apri ai diritti

Lo SPAURACCHIO è il simbolo della campagna nazionale contro il razzismo, l'indifferenza e la paura dell'altro.
Disegnato da un bambino rom rappresenta le sue paure e come, con un tratto di pennarello, "le può far sorridere".
Naturalmente propongo agli amici SCE di aderire alla campagna che vede tra i promotori Caritas insieme a 25 organizzazioni e, perchè no, di diffondere il simbolo anche dalle vostre parti!
mercoledì 22 aprile 2009
messaggio a me stessa
In uno di quei giorni in cui il mio cervello impazzisce e non si ferma e pensa pensa e pensa...lo facesse almeno in modo intelligente. invece no. vuole solo torturarmi.
In uno di quei giorni in cui la notte ha lasciato un sapore amaro in bocca, fatica a dormire, sveglia mille volte.
In uno di quei giorni in cui ci si sente un po' stanchi di camminare senza sapere dove, senza capire la direzione mentre si continuano a vedere le bruttezze del mondo in giro che ci perseguitano.
In uno di quei giorni in cui non ci si può buttare con il paracadute...
...apro l'agenda Caritas Libano dell'infermiera (con il suo permesso) e i miei occhi spenti leggono:
"On n'a jamais perdu sa journée quand on a contribué pour sa part à faire
pénétrer dans une âme un peu de lumière" -Girardin-
(non si è mai persa una giornata quando si è contribuito in parte a fare penetrare dentro un'anima un po' di luce. Traduzione mia, un po' volgare ma va bene così).
hihiihihihihihiiih...ridacchio mentre mi commuovo. I miei occhi si emozionano anche loro. Un pochino di luce, sì, è stata donata ed è stata ricevuta. Luminosa entra Suor Johanna, le faccio leggere anche a lei il messaggio mi da un bacio e sento che ora sono felice.
sabato 18 aprile 2009
Italy
Da Internazionale n.791, anno 16, 17/23 aprile 2009
Di Giovanni De Mauro
Italy
Evviva il made in Italy! Apprezzato in tutto il mondo per il suo stile inconfondibile. Come nel settore delle armi, che rappresenta “un patrimonio tecnologico e produttivo non trascurabile per l’economia del paese”. E che sfida la crisi segnando un incredibile +222 per cento nell’ultimo anno. Sono dati del rapporto della presidenza del consiglio. Tra i nostri clienti ci sono un po’ tutti. In cima alla lista la Turchia. Ma anche l’India e il Pakistan, l’Algeria e la Libia, la Nigeria e Israele. Al Kosovo le aziende italiane forniscono “agenti tossici, chimici o biologici, gas lacrimogeni e materiali radioattivi”. Al Messico, insanguinato dalla guerra tra narcos e governo, abbiamo venduto armi leggere e pesanti per 10 milioni di euro. Siamo all’ottavo posto tra i paesi esportatori di armi, ma per l’Archivio disarmo potremmo arrivare al sesto. Finmeccanica è l’azienda leader: quinta nel mondo per profitti legati al settore militare, prima in Europa.
E chi è il principale azionista di Finmeccanica?
Lo stato italiano.
A proposito di stato italiano...
In questo giorni è in corso un "contenzioso" con Malta per quanto riguarga una nave mercantile che ha raccolto 154 migranti da due barconi alla deriva, al largo delle coste di Lampedusa, ma in acque territoriali maltesi. Attualmente la nave, con a bordo feriti e qualche cadavere, è ferma, a ridosso delle acque territoriali italiane. Nessuno la vuole, e si stanno rimbalzando la "palla".
Sì, siamo arrivati a pensare (TUTTI!) che 154 persone siano un fastidio, una seccatura, un costo. I ricchi arabi che vengono a fare shopping a Milano, i giapponesi o i cinesi che fotografo Venezia, i tedeschi gli inglesi o gli americani per le strade di Roma, quelli sì che sono gente a posto. Benvenuti, coccolati, ospitati. Non è più una questione di pelle e di colore, il razzismo. E' questione di portafoglio. Si dovrebbe chiamare "soldismo" o "denarismo"...
E gli altri, nel frattempo, vengono chiamati da tutti (TUTTI!) clandestini, extracomunitari, immigrati, diperati quando va bene.
Invece sono solo uomini.
Auguri Sergio!
Di Giovanni De Mauro
Italy
Evviva il made in Italy! Apprezzato in tutto il mondo per il suo stile inconfondibile. Come nel settore delle armi, che rappresenta “un patrimonio tecnologico e produttivo non trascurabile per l’economia del paese”. E che sfida la crisi segnando un incredibile +222 per cento nell’ultimo anno. Sono dati del rapporto della presidenza del consiglio. Tra i nostri clienti ci sono un po’ tutti. In cima alla lista la Turchia. Ma anche l’India e il Pakistan, l’Algeria e la Libia, la Nigeria e Israele. Al Kosovo le aziende italiane forniscono “agenti tossici, chimici o biologici, gas lacrimogeni e materiali radioattivi”. Al Messico, insanguinato dalla guerra tra narcos e governo, abbiamo venduto armi leggere e pesanti per 10 milioni di euro. Siamo all’ottavo posto tra i paesi esportatori di armi, ma per l’Archivio disarmo potremmo arrivare al sesto. Finmeccanica è l’azienda leader: quinta nel mondo per profitti legati al settore militare, prima in Europa.
E chi è il principale azionista di Finmeccanica?
Lo stato italiano.
A proposito di stato italiano...
In questo giorni è in corso un "contenzioso" con Malta per quanto riguarga una nave mercantile che ha raccolto 154 migranti da due barconi alla deriva, al largo delle coste di Lampedusa, ma in acque territoriali maltesi. Attualmente la nave, con a bordo feriti e qualche cadavere, è ferma, a ridosso delle acque territoriali italiane. Nessuno la vuole, e si stanno rimbalzando la "palla".
Sì, siamo arrivati a pensare (TUTTI!) che 154 persone siano un fastidio, una seccatura, un costo. I ricchi arabi che vengono a fare shopping a Milano, i giapponesi o i cinesi che fotografo Venezia, i tedeschi gli inglesi o gli americani per le strade di Roma, quelli sì che sono gente a posto. Benvenuti, coccolati, ospitati. Non è più una questione di pelle e di colore, il razzismo. E' questione di portafoglio. Si dovrebbe chiamare "soldismo" o "denarismo"...
E gli altri, nel frattempo, vengono chiamati da tutti (TUTTI!) clandestini, extracomunitari, immigrati, diperati quando va bene.
Invece sono solo uomini.
Auguri Sergio!
martedì 14 aprile 2009
Tanti auguri Bianca!!!!!!!!
Tantissimi auguri !!!!
.....Mica ci dimentichiamo di te, super-mitico-Sergio....
Buon Compleanno da tutti gli Sce2009!!!!
Un grosso abbraccio!!!!

mercoledì 8 aprile 2009
http://tv.repubblica.it/dossier/terremoto-in-abruzzo/l-assegnazione-delle-tende/31530?video
Segnalo questo link, un breve, silenzioso film documentario di Paolo Sorrentino girato in questi giorni nei luoghi del terremoto: "L'assegnazione delle tende". E io, ve lo giuro, non ci avevo mai pensato che a chi ha perso la casa, in molti casi casa, amici e familiari debba capitare di attendere e sperare che gli venga dato un posto letto. Non avevo mai pensato che avvenisse così: altoparlante, a te sì, a te no. L'ho guardato atterrita, che crudeltà mi sono detta. Poi ho osservato i volti delle persone, attenti ad ascoltare se dopo il loro nome e cognome venisse pronunciato un sì o un no. Nient'altro che calma, silenzio e dignità. Buona riflessione a tutti.
martedì 7 aprile 2009
HEARTQUAKE
Dalla Giordania, sostegno e partecipazione alle persone colpite dal sisma!
Che dalla tragedia nasca Amore. Perchè tutti abbiamo la percezione di essere uno, uniti nella gioia ed in questi momenti difficili.
A loro il nostro pensiero costante, che questo possa dare forza agli animi.
Che dalla tragedia nasca Amore. Perchè tutti abbiamo la percezione di essere uno, uniti nella gioia ed in questi momenti difficili.
A loro il nostro pensiero costante, che questo possa dare forza agli animi.
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